Commercio e industria a confronto
La sequenza mostra cinque indicatori della Banca Mondiale su scambi e industria, uno per schermata. Ogni schermata riporta la graduatoria dei paesi, il valore e la posizione dell'Italia e l'andamento della serie storica. I numeri sono gli stessi usati nell'articolo.
| Exports of goods and services | 108 | Italia: esportazioni pari al 32,505% del PIL, 108º posto su 192 paesi |
| Imports of goods and services | 137 | Italia: importazioni pari al 30,3187% del PIL, 137º posto su 192 paesi |
| Manufacturing value added | 48 | Italia: manifattura al 14,8236% del PIL, 48º posto su 203 paesi |
| Foreign direct investment, net inflows | 18 | Italia: investimenti diretti esteri in entrata per circa 26,9 miliardi di dollari, 18º posto su 204 paesi |
| High-technology exports | 58 | Italia: esportazioni ad alta tecnologia al 12,2827%, 58º posto su 186 paesi |
Si legge una schermata alla volta: barre per il confronto fra paesi, linea per l'andamento nel tempo. Unità e numero di paesi coperti cambiano da un indicatore all'altro, quindi valori e posizioni non vanno confrontati fra schermate diverse.
In sintesi
Nel quadro complessivo di commercio e industria, l'Italia si colloca in una posizione intermedia, senza estremi in nessuna delle due direzioni. Il dato più evidente riguarda il valore aggiunto manifatturiero, pari al 14,8236% del PIL nel 2024: è il 48° posto su 203 economie considerate, appena sotto il valore mondiale del 14,9944%. Sul fronte dell'apertura commerciale, le esportazioni di beni e servizi valgono il 32,505% del PIL, 108° posto su 192, quindi al di sopra del valore mondiale del 29,1076%. Ne emerge il profilo di un'economia più aperta della media mondiale negli scambi, ma con un peso industriale sul PIL sostanzialmente allineato a quello globale, non superiore.
*Fonte: World Bank, World Development Indicators — Exports of goods and services (% of GDP), NE.EXP.GNFS.ZS; Manufacturing, value added (% of GDP), NV.IND.MANF.ZS.*
Il valore più recente dell'indicatore principale
L'indicatore di apertura in testa alla serie sono le esportazioni di beni e servizi in rapporto al PIL. Per l'Italia il valore 2024 è 32,505%, con un 108° posto su 192 paesi coperti. Il confronto con il valore mondiale, 29,1076%, mostra uno scarto positivo di circa 3,4 punti percentuali. Va però notato che posizione in classifica e livello raccontano cose diverse: pur essendo sopra il valore mondiale, l'Italia resta poco oltre la metà della graduatoria, perché la distribuzione è fortemente sbilanciata da un gruppo ristretto di economie con quote molto elevate. Il livello, quindi, non è basso, mentre la collocazione relativa è soltanto media.
*Fonte: World Bank, World Development Indicators — Exports of goods and services (% of GDP), NE.EXP.GNFS.ZS.*
Chi sta in alto e chi in basso
In cima alla graduatoria delle esportazioni sul PIL si trovano Lussemburgo con 191,533%, San Marino con 185,9928%, Hong Kong con 181,7913%, Singapore con 178,7763% e Irlanda con 143,9846%; seguono Gibuti (126,4153%) e Malta (118,4861%). Sono in prevalenza economie di piccola dimensione, piazze finanziarie o snodi di transito, dove il valore può superare il 100% del PIL. All'estremo opposto compaiono Sudan con 0,7209%, Haiti con 3,4008%, Etiopia con 5,5393%, Kiribati con 5,9202% e Siria con 6,8101%, insieme a Nepal (7,6219%) e Nigeria (9,2415%): paesi a basso reddito o in condizioni di instabilità, oltre ad alcune economie molto orientate al mercato interno. L'Italia, con 32,505% e il 108° posto, si trova nella fascia centrale, più vicina ai valori intermedi europei che a entrambi gli estremi.
*Fonte: World Bank, World Development Indicators — Exports of goods and services (% of GDP), NE.EXP.GNFS.ZS.*
Come è cambiato nell'ultimo decennio
Le serie storiche disponibili coprono il periodo 2013-2024. Le esportazioni sul PIL passano dal 28,1774% del 2013 al 32,505% del 2024, con un massimo del 35,0991% nel 2022 e un minimo del 28,7259% nel 2020: l'aumento complessivo nei dodici anni è di circa 4,3 punti. Le importazioni seguono un andamento simile, dal 25,8567% del 2013 al 30,3187% del 2024, con il picco del 36,9174% nel 2022. Il valore aggiunto manifatturiero resta in una fascia stretta, tra il 13,7593% del 2013 e il 15,4758% del 2023, per poi attestarsi al 14,8236% nel 2024. Le esportazioni ad alta tecnologia salgono dal 7,7721% del 2013 al 12,2827% del 2024, con la parte più marcata del movimento negli ultimi anni della serie (9,1592% nel 2022, 9,9837% nel 2023). Gli investimenti diretti esteri in entrata mostrano invece oscillazioni ampie: circa 19,5 miliardi di dollari nel 2013, un valore negativo di circa -17,1 miliardi nel 2020, circa 61,9 miliardi nel 2022 e circa 26,9 miliardi nel 2024. I dati qui riportati non consentono di individuare le cause di questi movimenti.
*Fonte: World Bank, World Development Indicators — NE.EXP.GNFS.ZS, NE.IMP.GNFS.ZS, NV.IND.MANF.ZS, TX.VAL.TECH.MF.ZS, BX.KLT.DINV.CD.WD.*
Il confronto con i paesi vicini
Sulle esportazioni in rapporto al PIL, l'Italia (32,505%) si colloca sotto Corea del Sud (44,3582%, 68°) e Germania (41,4341%, 84°), leggermente sotto la Francia (33,8898%) e sopra Regno Unito (30,9842%), Giappone (22,769%), Cina (20,0229%) e Stati Uniti (11,1075%): rispetto alla Germania il livello italiano è pari a circa quattro quinti. Sulle importazioni, l'Italia registra 30,3187% (137°), contro Corea del Sud 40,2843%, Germania 37,6567% e Francia 34,2184%, e sopra Giappone 23,638%, Cina 17,1755% e Stati Uniti 14,2712%. Nel valore aggiunto manifatturiero il quadro cambia: Corea del Sud 26,618% (7°), Cina 24,8692% (9°), Giappone 20,581% (17°) e Germania 18,0067% (28°) precedono l'Italia (14,8236%, 48°), che resta però nettamente sopra Stati Uniti 10,7104%, Francia 9,5665% e Regno Unito 7,985%. Sulle esportazioni ad alta tecnologia l'Italia si ferma al 12,2827% (58°), sotto tutti i paesi di confronto: Corea del Sud 36,2583%, Regno Unito 29,2333%, Cina 26,2777%, Stati Uniti 24,323%, Francia 23,1371% e Germania 17,9773%. Sugli investimenti diretti esteri in entrata, i circa 26,9 miliardi di dollari italiani (18° posto su 204) si confrontano con circa 297,1 miliardi degli Stati Uniti, 52,1 della Francia e 47,6 della Germania, mentre il Regno Unito registra un valore negativo di circa -13,0 miliardi.
*Fonte: World Bank, World Development Indicators — NE.EXP.GNFS.ZS, NE.IMP.GNFS.ZS, NV.IND.MANF.ZS, TX.VAL.TECH.MF.ZS, BX.KLT.DINV.CD.WD.*
Come leggere questi numeri
Esportazioni, importazioni e valore aggiunto manifatturiero sono espressi in percentuale del PIL: il denominatore conta, e un'economia di grandi dimensioni tende a registrare quote più basse a parità di volumi assoluti. Il rapporto non misura quindi l'ammontare degli scambi né la competitività. Nei paesi di transito o nelle piccole economie aperte il valore può superare il 100% del PIL, come mostrano i primi posti della graduatoria, e questi casi non sono direttamente paragonabili a un'economia come quella italiana. Gli investimenti diretti esteri sono flussi netti in entrata espressi in dollari correnti: possono risultare negativi, come nel caso di Svizzera (circa -108,4 miliardi), Ungheria (circa -62,2 miliardi) o Regno Unito, e il segno indica un deflusso netto, non l'assenza di investimenti. Le esportazioni ad alta tecnologia sono una quota delle esportazioni manifatturiere e riflettono la composizione merceologica, non il livello tecnologico di un sistema produttivo. Il numero di paesi coperti varia tra 186 e 204 a seconda dell'indicatore, perciò le posizioni in classifica non sono confrontabili fra indicatori diversi. Tutti i dati provengono dalla stessa banca dati, con aggiornamento annuale e possibili revisioni retroattive delle serie.
*Fonte: World Bank, World Development Indicators — NE.EXP.GNFS.ZS, NE.IMP.GNFS.ZS, NV.IND.MANF.ZS, TX.VAL.TECH.MF.ZS, BX.KLT.DINV.CD.WD.*
Exports of goods and services sulla mappa e nei grafici
| Posizione | Paese / area | % |
|---|---|---|
| 1 | Lussemburgo | 191.53 |
| 2 | San Marino | 185.99 |
| 3 | Hong Kong | 181.79 |
| 4 | Singapore | 178.78 |
| 5 | Irlanda | 143.98 |
| 106 | Laos | 33.21 |
| 107 | El Salvador | 32.76 |
| 108 | Italia | 32.51 |
| 109 | Canada | 32.44 |
| 110 | Sudafrica | 31.79 |
| 190 | Etiopia | 5.54 |
| 191 | Haiti | 3.4 |
| 192 | Sudan | 0.72 |
In alto compaiono Lussemburgo (191,533%), San Marino (185,9928%) e Hong Kong (181,7913%); in fondo Sudan (0,7209%) e Haiti (3,4008%). L'Italia si colloca a metà graduatoria.
Le barre mostrano quanto sia ampia la distanza fra i primi, oltre il 100% del PIL, e il resto dei paesi. La linea segue la salita dal 28,1774% del 2013 al 35,0991% del 2022 e il successivo rientro.
Confronta i paesi
Imports of goods and services
| Posizione | Paese / area | % |
|---|---|---|
| 1 | Hong Kong | 177.72 |
| 2 | Lussemburgo | 159.74 |
| 3 | San Marino | 154.99 |
| 4 | Singapore | 143.6 |
| 5 | Gibuti | 114.82 |
| 135 | Repubblica Centrafricana | 31.42 |
| 136 | Malawi | 31.19 |
| 137 | Italia | 30.32 |
| 138 | Cile | 30.14 |
| 139 | Sudafrica | 29.85 |
| 190 | Turkmenistan | 11.16 |
| 191 | Venezuela | 9.22 |
| 192 | Sudan | 1.27 |
Ai primi posti Hong Kong (177,7154%) e Lussemburgo (159,735%); in coda Sudan (1,2745%) e Venezuela (9,2213%), con Stati Uniti (14,2712%) e Cina (17,1755%) nella parte bassa.
Il profilo delle barre ricalca quello delle esportazioni. La linea sale dal 25,8567% del 2013 al picco di 36,9174% del 2022, poi scende a 30,3187%.
Manufacturing value added
| Posizione | Paese / area | % |
|---|---|---|
| 1 | Portorico | 44.14 |
| 2 | Liechtenstein | 34.17 |
| 3 | San Marino | 31.77 |
| 4 | Irlanda | 29.57 |
| 5 | Eswatini | 29.12 |
| 46 | Uganda | 15.11 |
| 47 | Honduras | 14.87 |
| 48 | Italia | 14.82 |
| 49 | Tunisia | 14.79 |
| 50 | Tagikistan | 14.61 |
| 201 | Micronesia | 0.51 |
| 202 | Isole Turks e Caicos | 0.45 |
| 203 | Bermuda | 0.33 |
In testa Portorico (44,1443%), Liechtenstein (34,1726%) e San Marino (31,7668%); in fondo Bermuda (0,3311%) e piccole economie di servizi. L'Italia sta nel primo quarto.
Le barre si distribuiscono in modo più graduale rispetto agli indicatori di scambio. La linea resta in una fascia stretta, fra 13,7593% e 15,4758%, senza svolte marcate.
Foreign direct investment, net inflows
| Posizione | Paese / area | US$ |
|---|---|---|
| 1 | USA | 297,058,000,000 |
| 2 | Singapore | 135,077,157,183 |
| 3 | Hong Kong | 125,820,976,920 |
| 4 | Lussemburgo | 105,986,643,430 |
| 5 | Brasile | 74,090,786,050 |
| 16 | India | 27,139,853,378 |
| 17 | Svezia | 27,034,877,941 |
| 18 | Italia | 26,903,748,175 |
| 19 | Indonesia | 24,275,445,280 |
| 20 | Arabia Saudita | 21,337,562,070 |
| 202 | Ungheria | -62,190,710,104 |
| 203 | Liechtenstein | -87,212,093,508 |
| 204 | Svizzera | -108,395,568,634 |
In alto Stati Uniti (circa 297,1 miliardi), Singapore (circa 135,1) e Hong Kong (circa 125,8); in fondo valori negativi come Svizzera (circa -108,4 miliardi). L'Italia rientra nei primi venti.
Questo è l'unico indicatore in valore assoluto, non in percentuale. La linea oscilla molto: circa -17,1 miliardi nel 2020, circa 61,9 nel 2022, circa 26,9 nel 2024.
High-technology exports
| Posizione | Paese / area | % |
|---|---|---|
| 1 | Isole Cayman | 85.52 |
| 2 | Samoa | 76.67 |
| 3 | Hong Kong | 75.57 |
| 4 | Filippine | 60.98 |
| 5 | Singapore | 59.43 |
| 56 | Guyana | 13.33 |
| 57 | Nuova Zelanda | 12.97 |
| 58 | Italia | 12.28 |
| 59 | Croazia | 11.67 |
| 60 | Brasile | 11.11 |
| 184 | Antigua e Barbuda | 0 |
| 185 | Bahamas | 0 |
| 186 | Macao | 0 |
Ai primi posti Isole Cayman (85,5232%), Samoa (76,6701%) e Hong Kong (75,5707%); in coda diversi paesi con valori vicini allo zero. L'Italia sta sotto il valore mondiale.
Le barre mostrano quote molto disomogenee, legate alla composizione delle esportazioni. La linea sale dal 7,7721% del 2013 al 12,2827% del 2024, con il tratto più ripido nella parte finale.